L’andropausa è considerata il corrispettivo maschile della menopausa femminile e indica una graduale cessazione dell’attività degli organi riproduttivi dell’uomo. Tuttavia, a differenza della menopausa, non comporta improvvisi cambiamenti ormonali. Infatti, gli ormoni prodotti dall’ipofisi – LH (che stimola la produzione di testosterone) e FSH (che favorisce la maturazione degli spermatozoi) – diminuiscono progressivamente nel corso degli anni.
Calo del testosterone e conseguenze
Con il calo di LH e FSH, diminuisce anche il testosterone, il principale ormone sessuale maschile, prodotto dai testicoli. Il testosterone è fondamentale per:
- Lo sviluppo e il mantenimento dei caratteri sessuali maschili;
- La produzione di spermatozoi;
- Il desiderio sessuale.
Quando inizia il declino?
L’età in cui inizia il declino della fertilità varia molto da individuo a individuo:
- Alcuni uomini diventano sterili già a 40–50 anni;
- Altri rimangono fertili e sessualmente attivi fino a 80 anni o più.
In generale, dopo i 60 anni si osservano:
- Rallentamento del metabolismo di proteine e lipidi;
- Riduzione della funzionalità dell’apparato circolatorio (importante per l’erezione);
- Progressiva insensibilità dei recettori periferici che regolano l’erezione.
Cambiamenti fisici e sintomi dell’andropausa
Durante l’andropausa, l’uomo può sperimentare modificazioni evidenti a livello fisico e sessuale:
Modificazioni genitali e sessuali
- Riduzione del volume e della consistenza dei testicoli;
- Perdita di elasticità dei tessuti del pene;
- Aumento del volume della prostata;
- Diminuzione della densità dei peli pubici.
Altri sintomi comuni (variabili da persona a persona)
- Deficit erettile (erezione più lenta o meno vigorosa);
- Calo del desiderio sessuale;
- Perdita di capelli;
- Accumulo di grasso addominale;
- Sbalzi d’umore o depressione.
Fumo e alcol possono contribuire ad anticipare o accentuare questi sintomi, sebbene si tratti comunque di fenomeni graduali in individui sani.
Sessualità durante l’andropausa
Le sensazioni legate al piacere non scompaiono, ma cambiano le modalità con cui si vivono i rapporti sessuali:
- Il tempo di eccitazione si allunga;
- L’erezione compare più lentamente e può essere meno rigida;
- Le contrazioni durante l’orgasmo possono diminuire;
- Si allunga l’intervallo tra un orgasmo e l’altro.
Nonostante i cambiamenti, la capacità di procreare può persistere, perché molti spermatozoi restano funzionali.
Il calo del desiderio non è universale ed è influenzato anche da fattori psicologici, relazionali e medici, come:
- Presenza di una partner coinvolta;
- Malattie croniche;
- Condizioni di cura o farmaci.
Differenze tra andropausa e menopausa
A differenza della donna, in cui si ha una cessazione quasi totale della produzione ormonale, nell’uomo si osserva:
- Solo una diminuzione parziale della produzione di ormoni androgeni (dal 50% al 70% circa);
- L’andropausa è quindi una condizione graduale.
Il problema si presenta in forma lieve tra i 40 e i 50 anni, ma diventa più evidente dopo i 65 anni.
Recettori ormonali e gravità dei sintomi
Oltre alla riduzione ormonale, l’andropausa è influenzata anche da un’alterazione del funzionamento dei recettori ormonali, situati sulle membrane cellulari. Questi recettori sono specifici per determinati ormoni e la loro funzionalità può variare tra individui.
A parità di calo ormonale, i sintomi possono essere più o meno marcati a seconda del funzionamento di questi recettori.
Stile di vita e patologie associate
Alcuni comportamenti e condizioni possono aggravare i sintomi dell’andropausa, come:
- Uso abituale di alcolici o superalcolici;
- Fumo (tabagismo);
- Alimentazione scorretta;
- Sedentarietà;
- Presenza di patologie croniche (malattie cardiovascolari, neurologiche, sistemiche, ecc.).
Diagnosi dell’andropausa
La diagnosi si basa su:
- Dosaggio degli ormoni androgeni, in particolare:
- Testosterone libero;
- SHBG (globulina legante gli ormoni sessuali);
- LH.
- Visita andrologica, per valutare:
- Presenza di ginecomastia (sviluppo anomalo del seno maschile);
- Ipotrofia testicolare (riduzione del volume dei testicoli).
Terapia ormonale sostitutiva (TRT)
La terapia ormonale può essere presa in considerazione solo dopo esami specifici che escludano la presenza di tumori alla prostata. Gli esami principali sono:
- Dosaggio del PSA totale e del PSA libero;
- Esplorazione rettale;
- Ecotomografia prostatica transrettale.
Se viene diagnosticato un carcinoma prostatico, la terapia ormonale è controindicata.

